Le grandi banche abbandonano i gruppi che sostengono la lotta al cambiamento climatico

Le sei maggiori banche statunitensi (JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Morgan Stanley, Wells Fargo e Goldman Sachs) si sono ritirate dalla Net Zero Banking Alliance (NZBA), un'alleanza globale per l'azione climatica sponsorizzata dall'ONU. Questo esodo è avvenuto in previsione dell'insediamento imminente di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, con una probabile intensificazione delle critiche politiche contro le politiche ambientali.
Motivazioni principali:
- Trump ha promesso di deregolamentare il settore energetico, eliminare regole ambientali e incentivare l'estrazione di risorse fossili.
- Gli analisti ritengono che le banche abbiano lasciato l'alleanza per evitare attacchi da parte di politici di destra contrari alle politiche ESG (ambientali, sociali e di governance).
- Il clima politico negli Stati Uniti si sta orientando verso una minore attenzione al cambiamento climatico, favorendo interessi legati ai combustibili fossili.
Dichiarazioni delle banche:
- Citigroup e altre banche affermano di voler continuare a lavorare su obiettivi net zero, ma con approcci più indipendenti e flessibili.
- Goldman Sachs e JP Morgan sottolineano il loro impegno verso tecnologie a basse emissioni, pur cercando di bilanciare sicurezza energetica e innovazione.
Impatto sull'NZBA:
- Anche se il ritiro delle banche statunitensi solleva dubbi sul futuro dell'alleanza, i membri rimanenti rappresentano il 40% degli asset bancari globali, circa 64 trilioni di dollari, e includono le principali banche europee.
- Analisti vedono questa situazione come un'opportunità per rafforzare gli impegni climatici da parte degli altri membri.
Possibili scenari futuri
Riduzione del supporto istituzionale per l'azione climatica negli USA:
- L'uscita delle grandi banche potrebbe rallentare l'adozione di standard ambientali da parte delle istituzioni finanziarie statunitensi.
- Politiche più favorevoli ai combustibili fossili potrebbero incentivare investimenti in settori come petrolio e gas.
Implicazioni per i mercati finanziari globali:
- Energia fossile: Con Trump al potere e meno regolamentazioni ambientali, potrebbero aumentare i prezzi delle azioni di aziende legate a petrolio, gas e carbone.
- Energia rinnovabile: Potrebbe subire pressioni negli Stati Uniti, ma il supporto rimane forte in Europa e Asia.
Concorrenza globale:
- Le banche europee e asiatiche, rimanendo nell'NZBA, potrebbero rafforzare il loro impegno climatico e attrarre capitali sensibili alle tematiche ESG.
- I mercati finanziari globali potrebbero divergere tra regioni con diverse priorità ambientali.
Settori e aziende che beneficeranno di politiche pro-fossili:
Settore dei combustibili fossili:
- Con politiche pro-fossili negli USA, società come ExxonMobil, Chevron e altre aziende del settore energetico potrebbero beneficiare di un contesto più favorevole.
Settore delle infrastrutture e trivellazioni:
- Aziende legate a servizi per l'estrazione e produzione di petrolio e gas potrebbero vedere un aumento della domanda.
Obbligazioni "green" e rinnovabili in Europa:
- Con l'uscita delle banche USA, il capitale ESG potrebbe concentrarsi su obbligazioni e progetti di energia pulita in Europa e Asia.
Mercati bancari europei:
- Le banche europee impegnate nell'NZBA potrebbero attrarre investitori focalizzati su sostenibilità e azioni ESG.
Commodities:
- Una maggiore estrazione di risorse fossili potrebbe influire sui prezzi di petrolio e gas, creando opportunità nel trading di materie prime.